Coltellini multiuso

coltellino multiuso

Coltellini multiuso

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Quando si parla di un coltello multiuso di piccole dimensioni si utilizza spesso come sinonimo il generico termine “coltellino svizzero”.

La ragione di questo nome, non è legata al fatto che lo abbiano inventato gli svizzeri, quanto piuttosto sono coloro i quali hanno maggiormente contribuito alla sua diffusione e commercializzazione a livello globale.

Le caratteristiche del coltellino multiuso

Utensile di piccole dimensioni, di facile trasportabilitàadatto a molteplici usi, il coltellino multiuso è stata un’esigenza fin dall’antichità.

I ritrovamenti

Come dimostrato da due ritrovamenti, i primi esemplari pervenutici sono da far risalire al 200 d.C. e sarebbero di origine romana:

  • Il primo dei due ritrovamenti, risale al 1917, negli scavi effettuati in una tomba della necropoli dell’odierna Ventimiglia, e la scoperta si deve all’archeologo Pietro Barocelli.
Coltellino svizzero
Coltellino multiuso romano
  • Il secondo esemplare di coltellino multiuso, è stato invece rinvenuto alla fine del Novecento in un forte romano del Vallo di Adriano (in Latino: Vallum Hadriani, in Inglese: Hadrian’s Wall o Roman Wall)  in Gran Bretagna, ed è databile al 300 d. C. Questo è attualmente è esposto al Fitzwilliam Museum di Cambridge

Le caratteristiche dei due coltellini

Il primo coltellino multiuso romano è composto da una lama, un punteruolo, una spatola, un pestello, un cucchiaio e una forchetta.

Il secondo ritrovato è molto simile al primo, sia per quel che riguarda la forma che per le dimensioni, con l’unica differenza che la forchetta è posta sull’altra estremità del cucchiaio.

Ciò ci fa intendere che probabilmente esistesse una produzione di carattere seriale e di conseguenza, una sua diffusione in tutto l’Impero sopratutto fra i componenti delle legioni Romane.

La presenza della forchetta inoltre smentisce, in maniera definitiva, che i Romani mangiassero solo con le mani (sempre avuto il sospetto) o al massimo col cucchiaio, oltre che l’errata convinzione che questa si sia diffusa a partire dal Tardo Medioevo.

Il coltellino tascabile nel XVII secolo

Al XVII secolo risalgono, invece, le prime documentazioni riguardo la diffusione in Europa del più economico e tascabile coltello e delle roncole pieghevoli.

Al contrario dei coltelli a “lama fissa”, era infatti necessaria una minore quantità di metallo, e non necessitavano di guaina.

La molla dorsale nel coltellino tascabile e la diffusione fra le classi nobiliari

E’ però solo nel XVIII secolo che si diffonde l’uso della molla dorsale che consentiva una maggiore sicurezza e praticità d’uso.

Se in un primo momento la diffusione era esclusivamente di carattere agricolo o popolare, adesso, grazie alla maestria delle botteghe artigiane nell’esecuzione, all’ingegnosità delle soluzioni costruttive adottate nell’affiancare alla lama principale una serie di accessori, ai materiali preziosi impiegati, fu possibile una diffusione anche tra le classi più agiate e nobiliari.

Il coltellino multiuso nel XIX secolo


Nel XIX secolo la fabbricazione dei multiuso sopratutto in Germania e Gran Bretagna, si sviluppa con modelli estremamente vari, a volte con esemplari ricercati e un numero talmente elevato di accessori da renderne impossibile un uso pratico.

In questi casi si pensa che la complessità fosse legata a ragioni di vanto dell’esecutore.

E’ però finalmente al termine dell’ottocento che si ha una diffusione in qualsiasi ceto della popolazione.

Nella maggioranza dei casi si trattava di modesti coltelli multiuso di 5 o sei lame adatti alla vita all’aria aperta, e alle più varie pratiche sportive e venatorie.

Il coltellino multiuso nelle grandi esplorazioni e l’esemplare di Maniago

E’ proprio in questo periodo, con l’epopea delle grandi esplorazioni nelle parti più recondite del nostro pianeta, che si assiste alla creazione di un nuovo esemplare di coltellino multiuso.

Nel 1899, venne finanziata una spedizione Italiana al Polo Nord, capitanata dall’allora ventiseienne Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoiaduca degli Abruzzi e da Umberto Cagni, comandante in seconda.

In occasione di questa spedizione, venne progettato e realizzato a Maniago (paesino Friulano con una lunga tradizione dell’arte fabbrile) , un coltello multiuso con sole quattro lame.

Maniago era nota già a partire  dall’età medievale, dal momento che lì venivano forgiate lame e coltelli per rifornire le truppe della Serenissima.

L’ alta qualità dei materiali utilizzati e la sua robustezza renderà al produttore la medaglia d’argento all‘Esposizione universale di Parigi del 1900.

Il coltellino multiuso di tradizione maniaghese: il coltello “Duca degli Abruzzi”

Da allora in avanti il coltello multiuso sarebbe divenuto una tipologia abituale della produzione maniaghese, nota col nome coltello “Duca degli Abruzzi”, questa volta con misure ridotte (tra i 7 e 10 cm da chiuso).

Questo comprendeva:

  • 2 lame di diversa lunghezza;
  • un apriscatole;
  • un cacciavite con apribottiglie;
  • un punteruolo;
  • un cavatappi.

Dato il suo enorme successo, il modello fu ripreso dagli altri centri di produzione Italiani.

Una produzione particolarmente importante si avrà a Scarperia (in Toscana), dove verrà aumentato il numero di strumenti, ma verrà conservato il nome, l’aspetto e soprattutto il concetto.

coltellino multiuso Scarperia
Coltellino multiuso di Scarperia

L’immagine è stata tratta da alcune tavole senza riferimenti cronologici, ma probabilmente del primo decennio del XX secolo che raffigurano i prodotti della ditta Raffaelle Milani.

Le tavole sono state pubblicate, insieme ad altra documentazione, nell’opera di Luciano Salvatici “i coltelli di Scarperia”, a cura del centro di ricerca e documentazione sull’artigianato dei ferri taglienti.

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Passione Lame

2 comments so far

RobertoPosted on10:11 pm - Feb 11, 2020

Segnalo che vanno corrette le date dei due coltelli romani, non avanti Cristo ma dopo Cristo.

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