Il Museo delle lamette

Lamette da barba

Il Museo delle lamette

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In pochi sanno che in una casa privata del quartiere Magliana di Roma si nasconda uno dei suoi musei più particolari e completi, riguardo l’oggetto sella sua ricerca, al mondo : Il Museo delle Lamette.

A Roma di collezionisti di lamette se ne contano attualmente un centinaio mentre il tutta Italia più di mille.

Alfonso Tozzi e la sua collezione di lamette

Studioso della loro storia, ed ideatore del catalogo sulle lamette da barba italiane, Alfonsi Tozzi, padre del Dott. Mario Tozzi (geologo, commissario del parco dell’Appia Antica e noto conduttore televisivo di “Gaia” su Rai3 , e di “Atlantide” su La7, solo per citarne alcuni) ne è l’artefice, oltre che punto di riferimento per il settore.

La sua ricerca e collezione è iniziata ormai da più di 30 anni e vanta circa 25.000 pezzi oltre che decine di migliaia di doppioni. 

La mostra sulle lamette da barba

Lamette da barba

Alla scomparsa del collezionista, la moglie Ivana Colella, ha raccolto e organizzato tutto il materiale per una bellissima mostra museale sulla storia della lametta da barba, che ha voluto donare alla cittadinanza di Caprarica di Lecce.

La mostra “Storia della Lametta da Barba”  verrà ospitata presso l’Auditorium della ex Scuola Media (Largo San Marco, Lecce) ed avrà carattere permanente.

Grazie a questo progetto, si può tornare indietro nel tempo al periodo delle guerre, del fascismo, dell’emancipazione della donna, delle crisi industriali, dei mondiali di calcio e degli usi e costumi dell’Italia e del Mondo.

La mostra si articola su oltre 50 pannelli illustrativi ed esplicativi, contenenti bustine italiane e straniere, e altri 20 pannelli contenenti oggetti pertinenti di editoria, bozzetti, foto, libri, reperti, ricordi e testimonianze di altri collezionisti che raccontano la storia della lametta da barba (dalla nascita fino ai suoi apici innovativi e produttivi) e il suo cultore.

Le origini delle lamette e King Campbell Gillette

L’invenzione della lametta da barba si deve al commesso viaggiatore nonché rappresentante di tappi Statunitense King Campbell Gillette.

Intuendo che il concetto di usa e getta poteva ben adattarsi anche alle lamette per la rasatura della barba, fondò nel 1901 la Gillette Safety Razor Company, e ne ottenne il brevetto per una durata di venti anni.

Lamette da barba

Un brand che ancora oggi è talmente rappresentativo nella rasatura che il nome è quasi divenuto un sinonimo di lametta, ed un sostantivo nel linguaggio comune. 

I primi anni non furono particolarmente fruttuosi, ma nel 1905 dopo un inizio stentato riuscì ad incrementare notevolmente le vendite, grazie ad un processo di produzione ben automatizzato ed una buona pubblicità, ottenendo un successo senza pari.  

Altri operatori iniziarono quindi a produrre lamette usa e getta e rasoi.

Nel 1921, alla scadenza del brevetto iniziarono i conflitti per accaparrarselo.

La Probak iniziò a produrre lamette compatibili con i rasoi Gillette, mentre i rasoi Probak erano compatibili solo con lamette Probak.                       

Per diversi anni si ostacolarono vicendevolmente con una serie di vere e proprie ripicche commerciali, fino a che la Probak non venne assorbita da Gillette, ed Henry Jacques Gaisman, fondatore della Probak, ne divenne direttore (1931). 

Il materiale delle lamette: dall’acciaio al carbonio all’acciaio inox

Fino alla fine degli anni ’50 per la produzione delle lamette si utilizzava l’acciaio al carbonio, che però aveva il problema di arrugginire dopo pochissimo tempo.

 L’azienda Britannica Wilkinson Sword (fondata nel 1772 a Londra e che anticamente produceva spade) rivoluzionò il mercato, iniziando a produrre lamette da barba in acciaio inox.  

Oltre ad essere stato un passo importante dal punto di vista igienico, impedendo la formazione di ruggine, lo era anche dal punto di vista economico, permettendone l’utilizzo fino a quando le lamette non perdevano la loro affilatura.

L’innovazione obbligò tutti gli altri produttori ad abbandonare l’acciaio al carbonio e passare all’acciaio inox per evitare di rimanere tagliati fuori dal mercato.                                                                            

Le varianti delle lamette da barba

La lametta è sostanzialmente rimasta uguale nel corso del tempo.

Le poche varianti (come ad esempio gli esemplari a croce di Malta con quattro fili), si risolsero sempre con un fiasco e rimasero limitate come produzione.

I raccoglitori tematici delle lamette

Ad interessare il collezionista quindi, più che la lametta in sè, è la bustina che la conteneva, la quale doveva essere conservata vuota per non essere danneggiata dal processo di ossidazione dei comuni album per diapositive.

Sfogliando i raccoglitori  troviamo serie tematiche di vario tipo, la maggior parte prodotte tra gli anni venti e gli inizi degli anni sessanta: animali, personaggi storici, mezzi di trasporto, messaggi pubblicitari per medicinali, liquori o cosmetici ma anche per sigarette e persino preservativi! 

Non mancano, inoltre, lamette a tema sportivo, ricordo dei principali eventi del ciclismo oppure delle diverse squadre di calcio. 

Una delle più rare rare e costose, è quella della A.S. Roma del 1942, anno del primo e ormai leggendario scudetto.

Le lamette a tema storico

Le bustine erano legate anche agli eventi storici.

Nel 1946 divenne anch’essa arma di propaganda, ignara apologeta del Fascismo, recante la scritta : “Lama Dux…Dux l’ama”!. 

Lametta da barba fascista

Si prese la rivincita, nei primi anni del secondo dopoguerra, la fabbrica dall’altisonante nome URSS. che però altro non era l’acronimo per “Utensili Rasoio Speciali Saponi”.

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Passione Lame

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