Il Tomahawk, l’accetta da battaglia dei Nativi Americani. 

Un guerriero indiano con un tomahawk

Il Tomahawk, l’accetta da battaglia dei Nativi Americani. 

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Il Tomahawk è l’ascia da battaglia, ovvero un’ascia appositamente realizzata per un utilizzo bellico e non lavorativo, dei Nativi americani.

In realtà il termine è improprio, essendo il tomahawk, un’accetta.

L’ascia è uno strumento per la lavorazione del legno con la lama perpendicolare al manico.

Essendo tipico dei carpentieri  da qui ne deriva il nome di “maestro d’ascia” con cui questi abili artigiani erano conosciuti nell’ambito delle costruzioni navali ed edili

L’accetta al contrario ha come la scure la lama parallela al manico. 

La parola deriva dal francese “hachette”, diminutivo di “hache” (scure). 

Di conseguenza l’accetta non è altro che la versione compatta della scure, dalla quale si differenzia per l’utilizzo con una sola mano. 

Il termine, Tomahawk, è l’esatta traslitterazione in inglese del termine utilizzato dagli Algonchini della Virginia da cui i bianchi ne sentirono parlare per la prima volta.

Il nome, che deriva dai termini tamahak, tamahakan o otomahuk (“abbattere”), è l’esatta traslitterazione in inglese del termine utilizzato dagli Algonchini della Virginia.

Gli Algonchini rappresentano un ‘insieme di tribù di nativi americani incontrati  in Canada dai Francesi al tempo dei primi insediamenti e sono ancora oggi, seppur collocati in alcune riserve dell’Ontario e del Québec, i più numerosi.

Un guerriero Pawnee con la sua scure
Un guerriero Pawnee con la sua scure

Prima della colonizzazione la testa del Tomahawk veniva realizzata con un semplice pezzo di pietra lavorata adeguatamente.

Successivamente all’arrivo degli Europei e con il conseguente avvio di relazioni commerciali e  scambi di conoscenze, iniziarono ad essere utilizzati esclusivamente ferro o ottone dopo averli convinti della bontà del prodotto e della sua evidente maggiore efficacia.

I nativi americani pre-contatto mancavano della tecnologia per la forgiatura a caldo del metallo, quindi i tomahawk non erano dotati di teste di ascia in metallo fino a quando non venivano ottenuti dal commercio con gli europei. 

Classico Tomahawk con la testa di pietra
Classico Tomahawk con la testa di pietra

I pellerossa ci misero poco a capire la convenienza delle teste metalliche. In confronto a quelle di pietra erano molto più resistenti e affilate. Il manufatto finale inoltre risultava più leggero e bilanciato.

Le teste però erano già preparate dagli artigiani Europei o dai coloni e si basavano su accette in uso sulle imbarcazioni della Royal Navy (la marina militare Britannica). 

La forma di questa ascia utilizzata in Gran Bretagna risale alle invasioni dei Vichinghi.

Nei territori di colonizzazione Francese invece, le teste metalliche assunsero forme simili alle asce usate in Francia e denominate Francisca o Francisque .

In verità, il tomahawk fu utilizzato per moltissimo tempo anche dai coloni bianchi Europei per il fatto che aveva diversi pregi, tra i quali il prestarsi ottimamente ad essere lanciato.

Tutt’oggi il lancio del Tomahawk viene praticato in America del Nord durante le rievocazioni storiche del periodo espansionistico degli Imperi Europei.

Un guerriero con un tomahawk con testa metallica e ornata
Un guerriero con un tomahawk con testa metallica e ornata

Il manico era solitamente di una lunghezza inferiore ai 60 cm e veniva realizzato con lengo di Carya.

E’ un legname duro, di colore bruno-giallastro. La sua resina è densa e appiccicosa. 

Oggigiorno è di difficile reperibilità. La sua quasi scomparsa è dovuta al disboscamento indiscriminato degli ultimi anni.

Il peso della testa poteva variare tra i 250 e i 550 grammi. 

La lama non era più lunga di 10 centimetri e alla sua estremità opposta poteva esserci un piccolo martello o una punta.

Nel National Museum Of The American Indian di N.Y. e negli altri musei dedicati all’arte indigena ne vengono conservati moltissimi esemplari. Per la maggior parte con testa metallica e nelle foggie descritte.

Per i tomahawk in pietra veniva utilizzata la steatite meglio conosciuta come pietra saponaria. Alcuni di questi utilizzati per i rituali erano scolpiti.

La steatite è diffusa quasi dappertutto e venne utilizzata per le sue peculiarità quali la facilità di modellarla con strumenti relativamente semplici, quella di pulirla e levigarla oltre che alla sua durabilità  da ogni popolo per scopi differenti. Opere in steatite sono state rinvenute nelle tombe dei faraoni, negli igloo del nord, nei templi e palazzi della Cina e dell’India e in quasi ogni angolo del globo.

Esemplare di tomahawk-pipa con lama metallica e ornamenti tribali
Esemplare di tomahawk-pipa con lama metallica e ornamenti tribali

Gli europei produssero esemplari indifferentemente in pietra che in metallo con il manico cavo e una pipa integrata nella testa bella quale venivano comunemente bruciate per essere fumate salvia e graminacee, oltre al tabacco.

una descrizione di questo tipo di tomahawk si trova nel Romanzo di Herman Melville, Moby Dick. Si tratta dell’arma del buon selvaggio Queequeng.

Questi avevano un alto valore simbolico essendo integrato nel medesimo manufatto sia “l’ascia di guerra” quanto al suo opposto una sorta di “Calumet della pace”. Il quale veniva usato per celebrare importanti riti e in particolar modo trattati di pace e alleanze.

Le accette venivano poi ornate con le più conosciute e usuali forme artistiche delle differenti tribù di appartenenza.

Un tomahawk e alcuni dettagli
Un tomahawk e alcuni dettagli

Come abbiamo già esposto precedentemente il tomahawk era per lo più uno strumento atto ad offendere.

Poteva essere lanciato con discreta precisione da una buona distanza e inoltre era silenzioso oltre che estremamente risolutivo.

Vi era però anche un uso non bellico. Essendo usato per il taglio del legname o per la sagomatura dei lunghi pali utilizzate per i tipì (in inglese teepee o tepee), le tende utilizzate dagli Indiani delle grandi pianure Nordamericane.

Campo della tribù Arapaho. Da notare l’uomo col pettorale vicino al tepee con in mano il tomahawk-pipa.
Campo della tribù Arapaho. Da notare l’uomo col pettorale vicino al tepee con in mano il tomahawk-pipa.

Con la stessa forma e dimensioni del tomahawk, gli Indiani realizzavano anche le terribili mazze da guerra, in cima alle quali fissavano pezzi di pietra o corna di cervo fissate con strisce di cuoio grezzo. Il manico era sempre in legno.

Una mazza da guerra
Una mazza da guerra

Alla fine del 18 ° secolo, l’esercito britannico produsse tomahawk come arma e strumento, per le loro truppe coloniali durante la Guerra d’indipendenza americana (1775–1783). 

L’esercito Statunitense ha iniziato a dotare i propri militi con una versione moderna del Tomahawks sviluppata dall’ex US Marine Peter LaGana, a partire dalla guerra del Vietnam.

Il suo utilizzo era principalmente per sfondare porte ma anche come arma per scontri ravvicinati.

Vietnam tomahawk
Vietnam tomahawk

Oggi questi moderni tomahawk hanno guadagnato popolarità essendo stati rimessi in commercio dalla American Tomahawk Company all’inizio del 2001 e grazie a una collaborazione con il produttore di coltelli personalizzati Ernest Emerson di Emerson Knives, Inc. 

Naturalmente sono state apportate delle soluzioni adeguate ai tempi, il più importante dei quali è il manico in materiale sintetico

Un identico “tomahawk vietnamita” con manico in legno è prodotto oggi dalla Cold Steel.

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