Jim Bowie, ritratto di un’icona

Jim Bowie in posa con il coltello sguainato

Jim Bowie, ritratto di un’icona

Condividi

Il coltello “Bowie” è probabilmente il coltello più famoso dell’intera storia degli stati Uniti.

Arrivando addirittura ad incarnare l’epopea leggendaria della rincorsa al West e al suo spirito.

La sua fama e il suo stesso nome è da attribuirsi al suo mitico possessore Jim Bowie, pioniere, soldato e massone, il quale dopo un’ambigua esistenza, morì da eroe il 6 Marzo 1836 nella battaglia di Alamo, evento chiave della rivoluzione Texana.

Il Bowie è un enorme coltellaccio contraddistinto da una lama dalla punta a doppio filo leggermente spanciata, lunga fino a 30 centimetri.

La sua origine si perde tra mito e realtà, tanto che non conosciamo con certezza a quale dei Bowie si debba attribuire la realizzazione di siffatto pugnale, se James (Jim) Bowie o al fratello Rezin Jr., entrambi speculatori e trafficanti di schiavi.

La narrazione più accreditata vuole un giovane Rezin Pleasant Bowie Junior impegnato in una gagliarda caccia al bisonte nel 1827

Dopo uno schioppo l’animale ferito ma non ucciso, si fionda a testa bassa, sopraffacendo il nostro protagonista mentre è a cavallo.

Per Rezin sembra non esserci soluzione; non è possibile ricaricare l’arma in pochi istanti frenetici.

La mano destra scivola precipitosamente sul fianco, dov’è alloggiato un coltellaccio.

E’ un lampo e la lama penetra in profondità nella cervice del gigantesco bisonte, uccidendolo sul colpo.

La forza del colpo, però, fa scivolare le dita di Rezin fin sopra la lama, procurandogli alcune ferite profonde e arrivando quasi ad asportargli il pollice.

Questo racconto è verosimile, perchè trova conferma in molti resoconti dell’epoca.

A questo punto si sostiene che Rezin, forte di quella drammatica esperienza si sia recato da un fabbro molto famoso a quel tempo, un tal Jesse Cliffe, per farsi realizzare un coltello più adatto alla vita della frontiera.

E’ quello il momento in cui un fabbro ed un giovane “inventano” il Bowie come lo conosciamo oggi: una lunghissima e larga (circa 3 cm) lama separata da un manico abbastanza sottile da due guardie metalliche.

Qui entra in scena il fratellino di Rezin, quel Jim che sarebbe divenuto famoso con la battaglia di Alamo, a lui, infatti, viene prestato il sopra menzionato Bowie appena creato.

Jim era un personaggio abbastanza controverso.

Dal carattere lunatico e sempre piuttosto ruvido e spigoloso, ovunque fosse passato aveva lasciato un pessimo ricordo di sé.

Le origini dei tre fratelli Bowie sono controverse.

Su tutte, però, quella di Jim, della quale ne viene rivendicata la nascita da ben tre stati americani.

Di sicuro c’è che la famiglia Bowie visse dopo il 1814 in Louisiana dove i tre fratelli si mantenevano cacciando nelle paludi, una vita alquanto noiosa e non adatta a giovani irrequieti e bramosi di avventura.

Si dedicarono allora alla fiorente tratta degli schiavi e, per buona misura, intrattennero ottimi rapporti persino col pirata Francese Jean Lafitte.

Usarono poi i soldi guadagnati dedicandosi anche al più normale commercio di legname, almeno fino al 1827, quando il giovane Jim decise di imprimere un cambiamento di rotta alla sua vita.

Ebbe uno scontro con un tale che un paio di anni prima lo aveva minacciato.

Questo alterco si svolse durante un duello a cui Jim presenziava come padrino.

La zuffa finì con una sparatoria che procurò ben 2 ferite a Jim, che riuscì a sopravvivere in virtù del suo fisico prestante (era alto oltre 1 metro e 80 centimetri, un vero colosso per quei tempi).

Nonostante queste due ferite alla coscia ed alla spalla, Jim riuscì ad agguantare il Bowie che gli aveva prestato il fratello e ad uccidere uno dei rivali con una stoccata precisa e ben assestata e ferì malamente un altro contendente, arrivando quasi ad amputargli un braccio.

Era l’inizio della leggenda, non di Jim, ma del Bowie!

Da quel momento in poi, Jim lo scapestrato avrebbe utilizzato il coltello per levarsi dai pasticci in ben più che un’occasione.

Il Bowie divenne il suo infaticabile e fedele compagno di vita.

Viene ricordato un altro episodio particolarmente drammatico che rende chiaro che tipo di uso facesse del coltello il giovane Jim.

Si tratta dello scontro con un certo Jack Sturdivan.

Accadde in un saloon di Natchez in cui i due litigarono a lungo prima di accordarsi su un duello all’arma bianca e senza regole in cui i due contendenti avrebbero combattuto con la mano sinistra legata l’uno all’altro.

Dopo una serie di finte e contro-finte andate a vuoto, un colpo di Jim andò a segno su un braccio del rivale.

La forza del colpo e le indubbie qualità della lama lasciarono il povero Sturdivan con un braccio penzoloni, quasi amputato.

La faccenda non finì lì.

Tre amici dello sconfitto si accordarono per farla pagare a Jim Bowie.

Perciò lo intercettarono qualche giorno dopo mentre era a cavallo.

Anche in questo caso, l’abilità di Jim e la maestria nell’uso del Bowie ridussero a mal partito gli avversari.

Uno fu decapitato con un colpo netto, il secondo riuscì a ferire Jim ad una gamba ma ne ebbe in cambio un fendente che lo uccise sul colpo, mentre il terzo ebbe il cranio fracassato da un ultimo colpo.

Le vicende del coltello Bowie ebbero una piccola sosta in concomitanza con il matrimonio di Jim che sposò Maria Ursula Veramandi, figlia del Governatore del Texas.

La calma durò molto poco perchè la povera Maria ed il figlioletto dei due morirono a causa del colera.

Negli anni seguenti Jim si schierò coi Texani che rivendicavano l’indipendenza dal Messico, anche a costo della guerra.

E la guerra arrivò, impersonata dalle truppe messicane guidate dal generalissimo Santa Ana.

Data la disparità di forze in campo si arrivò piuttosto velocemente all’episodio più famoso della guerra tra texani e messicani, Alamo.

Jim Bowie ebbe l’ultima occasione per consegnare alla leggenda il suo famosissimo coltello.

Infatti, nonostante fosse costretto a letto da una brutta polmonite, la sera del 6 marzo 1836, quando ci fu l’attacco finale dei messicani, Jim Bowie si scagliò contro i soldados in furiosi corpo a corpo che lasciarono sul campo – si dice – ben 26 militari.

Verità o leggenda?

Difficile dirlo, ma in ogni caso la leggenda del coltello Bowie era arrivata a definitiva maturazione.

Quanto alle caratteristiche tecniche del coltello, divenute in seguito alquanto variegate, è impossibile risalire a quelle originarie.

Le versioni più accreditate sono due: una attribuita a Rezin ed una a Jim Bowie.

Dalla documentazione in nostro possesso possiamo descrivere il primo prototipo come un coltello da caccia a lama dritta e punta “clip point” con un solo tagliente lungo 230 mm circa e controfilo affilato dello spessore di ben 30 mm.

Nel 1830 Rezin fece realizzare parecchi esemplari di lusso da Searles e Schively, probabilmente i più famosi artigiani coltellinai di Filadelfia. 

Alcuni di essi sono arrivati fino ai nostri giorni e sono caratterizzati da uno stile mediterraneo, ingentilito da incisioni e materiali preziosi.

Il decennio che va’ dal 1830 al 1840 fu quello del boom del coltello Bowie.

Gli artigiani americani ne produssero moltissimi, pur non avendo esattamente idea di come fosse modello originale. 

Per questo il Bowie è la lama più controversa della storia della coltelleria.

In generale possiamo dire che bastava che un coltello fosse mastodontico perchè la gente lo chiamasse “Bowie”.

Il maggior successo del Bowie lo si ebbe nel periodo della Guerra Civile Americana, perché l’esercito confederato si dotò di quel tipo di coltelli.

Ma fu anche la fine delle grandi vendite.

Le armi da fuoco erano ormai mature e soppiantarono rapidamente l’arma bianca, anche nei più remoti avamposti della frontiera.

statua di Jim Bowie presso il museo di San Antonio (texas) “the Alamo” – Artista: Deborah Fellows 

Da un articolo di Sergio Mura

Curiosità

L’interesse del cantautore, polistrumentista e attore britannico Phil Collins, noto sia come solista che come componente dello storico gruppo dei Genesis, per la battaglia di Alamo è pubblico, tanto da aver scritto anche un libro a riguardo “The Alamo and beyond: a collector’s jorney”,

Quello che i più non sanno invece è che ha deciso di donare la propria intera collezione di oggetti antichi allo stato del Texas secondo il quale  “il posto giusto in cui deve stare la mia collezione è quello da cui proviene.”

Phil voleva che i pezzi fossero esposti in un museo commemorativo alloggiato nella vecchia missione teatro della celebre battaglia. 

Tra gli oggetti ci sono: il cinturone di un ufficiale dell’esercito messicano, un vecchio fucile di proprietà di David Crockett, palle di cannone usate durante gli scontri ma soprattutto un coltello del pioniere Jim Bowie . 

Phil ha confessato di aver speso milioni di dollari per collezionare questi pezzi d’antiquariato.

Condividi
Passione Lame

Leave a Reply