La Filiscjna: il temperino maniaghese

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La Filiscjna: il temperino maniaghese

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Filuscine con numero di lame differente
Filuscine

Di origine friulana, a due o più lame, ma sempre di misura molto ridotta, la Filiscjna o Filuscina, è uno dei pochi coltelli autoctoni e tradizionali di Maniago. 

Può sembrare un controsenso in una zona che è stata per lungo tempo, ed è tuttora, il maggiore centro di produzione di coltelli in Italia. 

In realtà ciò è dovuto proprio a questa particolarità.

Fin dall’ottocento, infatti, la produzione è sempre stata orientata al confronto e all’integrazione di ogni novità di forme e innovazioni, in scala europea prima, e mondiale poi.

Ciò ha portato alla realizzazione di una molteplice quantità di modelli che seppur validi per qualità e prezzo, venivano poi abbandonati al mutare delle mode, e delle richieste del mercato.

Le origini del nome Filiscjn

Il mistero del nome è stato svelato ai più, dal compianto Luciano Salvatici, che riuscì a mettersi in contatto con una discendente del costruttore. 

Il nome “Filiscjn” deriva dal soprannome del ramo della famiglia del bisnonno Giovanni Del Tin il quale costruì le prime attorno al 1927 fino a pochi anni prima della guerra. 

Purtroppo l’unico figlio maschio non ripercorse le orme paterne, decretando così la fine della tradizione coltellinaia “Del Tin”.

I suoi coltellini, dal design molto particolare, erano però costosi per via degli inserti di madreperla.

Pertanto vennero alternati alla più economica alpacca per riequilibrare i costi.

La lunghezza di questi temperini, variabile tra gli 11 e i 12 cm in apertura, permise loro di sfuggire dalle severe limitazioni introdotte nel 1908 dalla Legge Giolitti

Quest’ultima danneggiò seriamente chi ne produceva di dimensioni maggiori ed i centri come Scarperia, specializzati in coltelli a serramanico.

C’è da aggiungere però che da ulteriori riscontri le filiscine sono
certamente precedenti a quanto ipotizzato dal Salvatici.

Infatti, come accertato nell’articolo di Francesco De Feo per l’edizione
Hachette Seconda serie n. 47 del Giugno 2015, sono state ritrovate
già inventariate nei cataloghi illustrati della Premiata Industria
Fabbrile di Maniago del 1896.

Nel catalogo della ditta Collini datato 1900 presente al museo etnografico comunale di Premana (Lc) e per ultimo a pagina 1254 del testo “La coutellerie depuis l’origine jusqu’ànos jours” (Chatellerault,1896-1906), in una tavola presentata come collezione personale dell’autore, Camille Pagé.

Le caratteristiche della Filiscjna

La lama principale misura ca. 5 cm, ha il filo dritto e terminava con una punta acuta.

Sul lato dell’ unghiatura, l’arrotatura non raggiungeva tutta la superficie ma lasciava una parte piana, su cui in alcuni casi veniva impresso il centro di produzione “MANIAGO” e più raramente il cognome dell’artigiano. 

filuscina con punzone coltellerie riunite Maniago

C’è da aggiungere, inoltre, che a Scarperia si dispone di due fogli (denominati semplicemente tavola 22 e tavola 23) in cui sono rappresentate a mano e non stampate, figure di coltelli.

Vista la denominazione delle due tavole, si può supporre che dovessero essere parte di un catalogo o comunque di una serie più ampia.

All’interno vi sono raffigurati due temperini descritti “ad uso Maniago” identici per forme e materiali.

Purtroppo non viene riportata alcuna data, ma da memorie si possono ricondurre ai primi decenni del ‘900, e quindi si tratterebbe della “Società Cooperativa per la fabbricazione dei Ferri Taglienti in Scarperia“.

Per l’ampio repertorio nei cataloghi della ditta “Milani” e vari altri, la denominazione “temperini di Maniago” rende più che probabile l’importazione da tale centro e quindi la rivendita senza marchio.

La tipologia più diffusa ha due lame di diversa lunghezza montate sul medesimo perno, ma esistono anche “filiscjne” con un maggior numero di lame o accessori, pur mantenendo struttura e dimensioni invariate. 

In tal caso veniva utilizzato anche il perno posteriore.

Spesso si trattava di forbicine e una piccola lama curva dalla punta arrotondata particolarmente utile per aprire le casse delle “cipolle”, i vecchi orologi da taschino dell’epoca.

Tra le variazioni più facilmente distinguibili nei materiali, vi è la sostituzione, al posto delle placchette in madreperla, di strisce alternate di avorio e tartaruga.

In questo caso si riscontra anche una differenza nella forma delle stesse guance, poiché le placchette invece di essere sagomate sono piane con bordi smussati.

Il passaggio a modelli dalle forme e materiali sempre più varie, ha causato prima la marginalizzazione delle filuscine e poi la loro scomparsa.

Filuscina

L’iniziativa di Maniago: la valorizzazione della Filiscjina

L’assessorato alla cultura di Maniago ha promosso una sua riscoperta e valorizzazione attraverso un concorso, dedicato al mondo dei coltelli, assegnando un premio speciale per la migliore “filiscjna”realizzata.

Il premio è stato assegnato alla ditta Maserin, coltellerie in Maniago dal 1960.

Attualmente una delle poche ditte che ancora producono in maniera non artigianale la presente tipologia è la ditta CEM – acronimo del fondatore nel 1946 Cellini Espero – di Maniago.

FiluscinaCEM


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Passione Lame

2 comments so far

AlbertoPosted on10:43 pm - Nov 26, 2019

Interessante!Mi sono sempre chiesto se a Maniago oltre a fare ottime repliche di tedeschi, americani o tradizionali italiani, avessero un modello tradizionale “proprio”.

    Passione LamePosted on8:30 pm - Nov 27, 2019

    Ciao Alberto, ti ringraziamo per il commento.
    In realtà ce ne sono diversi anche se come spiegato nell’articolo, comparati con l’enorme produzione, non sono tanti. Il coltellino multilama “Duca degli Abruzzi” è uno di questi. Puoi trovare l’articolo a esso dedicato cliccando qui. Altri tradizionali di Maniago sono la Mozzetta di Maniago, la Roncola di Maniago Colombina, la Zuava Maniago, il Coltello a scatto di Maniago. Ti invitiamo a controllare spesso il sito perché troverai regolarmente aggiornamenti e nuovi articoli.

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