La Navaja Catalana

navaja catalana

La Navaja Catalana

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Non solo gli appassionati del ramo, ma anche diversi amanti della letteratura d’epoca sanno che il coltello a serramanico, protagonista di molti fatti e misfatti nei romanzi di appendice, era conosciuto una volta in tutta Europa come “catalano”.

Non se ne conoscono le ragioni: in Catalogna infatti si utilizza tutt’altro termine: “ganivet”.

Può sembrare un termine esotico, inedito ma non è così, in realtà lo conosciamo già: derivato da una radice germanica, divenne nei paesi anglosassoni “knife”, su cui non vale la pena di precisare alcunché, in quelli francofoni “canif”, che si riferisce però solo a coltelli a serramanico di piccole dimensioni, e infine in Catalogna come ormai sappiamo “ganivet”.

La prima apparizione scritta del termine potrebbe essere quella della regole Templari del XII secolo, che prescrivevano ad ogni adepto un equipaggiamento in cui erano compresi un largo pugnale a doppio taglio, un canivet per tagliare il pane ed un coltellino per gli usi quotidiani.

Ma un verbale di confisca del 1307 (in occasione dello scioglimento dell’ordine) compilato a Aix riporta che “le loro armi consistevano in una spada “encis” e un coltello catalano”.

E qui vediamo che anche l’altro termine ha origini remote anche se non chiare nemmeno qui.

Concludiamo col ricordare che nello Statuto dei coltellinai di Cagliari del 1643 essi erano definiti ganiveter.

Ma non siamo ancora pronti per parlare dei coltelli catalani.

Dobbiamo parlare prima delle Catalogne: sono due. 

Quella più conosciuta occupa la parte orientale della Spagna, l’altra una striscia a sud ovest del territorio francese e se non ne avete mai sentito parlare è perché non se ne parla: lo stato francese infatti non incoraggia i separatismi e le minoranze etniche o linguistiche, questo territorio di conseguenza si chiama ufficialmente “Roussillon” e solo pochi irriducibili lo chiamano Catalogna del Nord.

La coltelleria delle due Catalogne presenta delle affinità ma anche delle differenze.

Catalunya

Molte antiche e rinomate fabbriche di armi sono nate in Catalogna (a Ripoll, Solsona, Olot,  Barcellona…).

Si producevano sia la navaja campesina, di uso quotidiano e aspetto rustico, tipologia sopravvissuta ancora oggi nella solsonesa o pallares, sia la navaja de muestra (da esposizione) non dissimile da quelle dei centri produttivi della Mancha e dell’Andalucia, anzi forse là prodotte, sia esemplari dal profilo angoloso e massiccio che si distinguono nettamente dal resto della produzione iberica ma mostrano evidenti affinità con i prodotti del Roussillon. 

Fa eccezione Toll (Barcellona) che ha prodotto fino ad alcuni decenni fa esemplari dalla linea elegante ma differente quasi in ogni esemplare, con ottime lame, buone rifiniture.

Attualmente la ditta produce solamente attrezzi per la lavorazione del cuoio, ma ha fondato il Museo della Coltelleria di Solsona.

Roussillon

La produzione della Catalogna del nord inizia probabilmente nella seconda metà dell’800, a giudicare dalle caratteristiche dei loro manufatti: a struttura ferrata, con grandi lame a foglia (probabilmente commissionate ad altri centri, non avendo le caratteristiche di una forgiatura e lavorazione artigianale), con eleganti decorazioni in ottone e rame sul manico, importanti decori sulle lame, che recano spesso il punzone dell’artigiano.

Venivano prodotti sia esemplari di dimensioni modeste per l’uso quotidiano, sia esemplari che superavano abbondantemente i 50 cm e in alcuni casi si avvicinavano ai 100.

I ganivet del Roussillon sono estremamente apprezzati dai collezionisti ma molto rari.

Ha estesamente trattato la materia Claude Bidaut nel suo libro Histoire du couteau (nord) catalan traditionnel, Terra Nostra, 2006.

Rimane da dire che la fama del ganivet del Roussillon ha indotto altri centri produttivi, oltre a fornire dei manufatti semilavorati, a elaborarne delle loro versioni.

Pallares moderna
Pallares moderna

 

Navaja de muestra con caratteristiche della produzione di Albacete
Navaja de muestra con caratteristiche della produzione di Albacete, ma leggenda ATRAS QUE SOI CATALA, datata sullo sblocco della molla 1888
Ganivet catalano con caratteristiche apparentabili con la produzione del Roussillon
Ganivet catalano con caratteristiche apparentabili con la produzione del Roussillon
Altro ganivet che potrebbe far pensare al Roussillon, ma la scritta sulla lama è in spagnolo, con inflessioni catalane
Altro ganivet che potrebbe far pensare al Roussillon, ma la scritta sulla lama è in spagnolo, con inflessioni catalane
altro esemplare di navaja
Sul tallone Toll, Barcelona
Ganivet del Roussillon, marcato SALES
Ganivet del Roussillon, marcato SALES
Particolare della lavorazione della molla
Particolare della lavorazione della molla
Altro esemplare, marcato B
Altro esemplare, marcato B
navaja aperta di 61 cm; privo di punzone
Lunghezza aperto; 61 cm; privo di punzone
Esemplare, prodotto forse a Chatellerault, che riprende alcune caratteristiche del Roussillon
Esemplare, prodotto forse a Chatellerault, che riprende alcune caratteristiche del Roussillon

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