La navaja di Zaragoza

Esemplare di navaja di saragozza

La navaja di Zaragoza

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Sulla navaja di Zaragoza nemmeno gli esperti spegnoli hanno preso posizione, a causa della confusione derivata dalle numerose e diffusissime imitazioni prodotte in Francia, che riportano talvolta punzoni di fantasia come appunto il ben noto VALERO JUN ZARAGOZA ma anche di altri centri produttivi come HAUDEVILLE EN ALBACETTE o NAVAJAS DE TOLEDO.

Martinez del Peral in Navajas antiguas (2003) presta fede ai punzoni ma si rende conto della indiscutibile parentela di prodotti con punzoni diversi, sia francesi che “spagnoli” e afferma salomonicamente a p. 149: «Varias conclusiones se pueden sacar de ello: que el experto obtenga aquella que le parezca màs oportuna»

Coltello marcato VALERO JUN ZARAGOZA
Coltello marcato VALERO JUN ZARAGOZA; 42cm, struttura ferrata, guancette in madreperla e spaziatori in ottone

Sembra ormai assodato, anche in base al ritrovamento di illustrazioni di queste tipologie nei cataloghi di Thiers, che nessuna di esse sia stata di produzione spagnola.

Che del resto solo in epoca relativamente tarda ha iniziato a punzonare i propri prodotti.

Rimane da risolvere un quesito: la produzione francese, industriale e quindi prodotta e venduta a prezzi concorrenziali che hanno spesso costretto alla chiusura i concorrenti spagnoli, nasce dal nulla o si è ispirata a una produzione spagnola originale?

E’ probabile che inizialmente i francesi si siano concentrati sulla produzione di Zaragoza in quanto più adatta alla produzione seriale, e abbiano in seguito “diversificato” la produzione non tanto introducendo nuovi modelli quanto marcando con nuovi punzoni, per incrementarne le vendite nelle aree dove quei centri produttivi erano maggiormante conosciuti.

Vari indizi portano a pensare che si siano ispirati a una produzione locale precedente, che poteva avere una certa fama; abbiamo già citato il passo di Theophile Gautier in cui cita nel Capitan Fracassa una “navaja allungata a forma di pesce”, pur attribuendola a Valencia.

Un numero non trascurabile di esemplari di origine finora incerta corrisponde sia a questa descrizione che alla produzione francese.

Che in seguito se ne siano perdute le tracce e la memoria potrebbe spiegarsi con le ragioni addette in precedenza.

Alcuni esemplari hanno struttura completamente metallica: quello qui presentato riporta la data del 1861, periodo in cui  l’industria francese presumibilmente muoveva i primi passi.

Esemplare in ottone di navaja di Saragozza
Un altro esemplare di navaja con la scritta Atras o morir adios
Altro esemplare, in ottone, con la data del 1859 e una scritta sulla lama: ATRAS (indietro) O MORIR. ADIOS.

Va ripetuto che l’origine di questi esemplari non ancora stata accertata, ma la loro provenienza da una matrice comune appare evidente

Altro esemplare in ferro, di considerevole lunghezza, 74cm e molto sottile probabilmente per facilitarne il porto occulto come nella sfarziglia italiana.

La molla è con cierre de ventana e riporta sulla lama una delle consuete sgrammaticate quanto minacciose scritte della produzione spagnola, caratteristica completamente assente nella produzione francese che ha spesso lame con decoro stampato superficialmente ad acido, raramente sopravvissuto al trascorrere del tempo, e scritte generiche che si riferiscono agli avvenimenti più o alle occasioni di vendita più disparata, come VIVA LA REPUBLICA (la repubblica spagnola durò pochi mesi nel 1870 e questo consente di datare l’oggetto) oppure, non si stupisca il lettore VENDETTA CORSA  o VIVA MEXICO.

Questo esemplare riporta un più consueto NO ME PRESTO NI ME DOI SOLO DE MI DUENO SOI.

Navaja con scritta no me presto ni me doi solo

Un esemplare raccolto proprio a Zaragoza, di fattura probabilmente più recente, si avvicina maggiormente alla produzione francese ma presenta alcune caratteristiche esclusive, fra le quali:

  • ‘utilizzo per le guancette di corno taurino
  • la presenza degli espejillos, e dei chiodini in ottone il decoro a lima sul dorso della lama

Alcuni elementi fanno pensare all’assemblaggio di pezzi forniti dai fabbricanti francesi, con rifiniture artigianali più adeguate al gusto locale.


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Passione Lame

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