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Il pirainito

Il Pirainito

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Mettiamo in ordine le idee…

Le prime ricerche di questo coltello in paese furono scarse, tutti sapevano che lo faceva Mastro Gioacchino Ricciardo, che era taglientissimo ecc, ma di pezzi da visionare non ve ne furono fin quando in un comune vicino , grazie all’aiuto di padre Carlo, che conosceva un fabbro ultra novantenne del luogo, ho avuto i primi lumi, ed un pezzo da visionare (si veda Foto n°1).

il pirainito

Successivamente  trovai conferma da una signora che vide alcuni miei schizzi a penna (foto2).

schizzi del pirainito

e iniziai a fare i primi pezzi cercando di attenermi alla tradizione (foto n.3),

riproduzione del pirainito

continuando il percorso, ho trovato una foto in un libro che parla delle tradizioni ed antichi mestieri  della mia contrada, tra cui “ I Furgiari” e di conseguenza di Mastro Gioacchino (jachino) , che seguì le orme del padre Antonino nell’arte fabbrile.  

Senza abbandonare la ricerca, nel mentre ho standardizzato le forme personali proprie di ogni coltellinaio e continuato a produrre (foto n° 5),

il pirainito

fin quando venni contattato da un collezionista che mi chiedeva notizie in merito al Pirainito, in quanto aveva trovato un pezzo in America, e dopo una serie di raffronti e confronti di molti particolari, siamo giunti alla conclusione che fosse un pezzo originale fabbricato da Antonino padre di Mastru Jachinu (Foto 6-7).

il pirainito
il pirainito

E’ doverorso a questo punto ringraziare Giuseppe P. che ha acquistato e riportato in Italia il Pirainito che fa ora parte della sua collezione.

Ultima scoperta ho saputo che alcuni esemplari  erano prodotti in forme leggermente più panciute in quanto richieste  dai” Sanaturi” cioè quelle persone che castravano i maiali di cui ho recuperato ciò che è rimasto (foto n.8).

Il pirainito

Ulteriori informazioni sul coltello

Dopo la lunga ricerca sopra descritta, piccole note raccolte durante il tragitto.

Il Pirainito era particolarmente apprezzato da tutti per i sottoelencati motivi:

  • la leggerezza (pesa sempre meno di 50 grammi) 
  • la semplicità di funzionamento (una semplice frizione) 
  • le eccellenti doti di taglio (dovute oltre all’affilatura, anche  alla geometria della lama)

Proprio per questi particolari, era apprezzato da tutti che quotidianamente lo usavano per gli usi domestici , in agricoltura, nella pastorizia e nella pesca .

Si usava dire si “perde in tasca” in quanto data la sua leggerezza non lo sentivi addosso a tal punto da non ricordare in che tasca lo avessi riposto.

Le donne lo tenevano nella tasca anteriore del grembiule ed era un fedele compagno per la pulitura delle verdure , oltre che durante tutti i lavori di cucina, sia per la pulizia del pesce, che per la macellazione del piccolo bestiame da cortile (polli, conigli ecc), all’epoca non si andava in macelleria a prenderli.

Altro piccolo aneddoto legato alle donne, nell’immediato dopoguerra veniva usato come una sorta di difesa e se lo nascondevano tra i capelli “nel tuppo” (lo chignon). (vedi il video dimostrativo) 

I materiali del Pirainito

Definito dal costruttore stesso Mastru Jachino (Mastro Gioacchino), e un pò da tutti “figlio del fuoco e della maestria”, il Pirainito era tradizionalmente costruito forgiando acciaio carbonioso spesso riciclato, (non esisteva l’inox) e manicato con legni locali quali limone, nespolo, faggio, erica, arancia, pero ecc, mentre i più esigenti lo richiedevano con l’impugnatura in corno, che veniva ricavata dal pieno delle punte oppure mediante doppiatura, sia di bovino che caprone o montone.

Attualmente l’unico artigiano a mantenere viva la tradizione a Piraino è Pietro Ricciardo, che ringraziamo per l’articolo, e di cui vi invitiamo a visitare la pagina Facebook.

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